giovedì 3 aprile 2008

Birmania: poeti "liberi" grazie ai nuovi media

Sul settimanale "Internazionale" una notizia che colpisce: un poeta dissidente birmano utilizza le nuove tecnologie per beffare il regime. Ha composto un' (apparente) innocua poesia su San Valentino che nascondeva un acrostico molto critico nei confronti del dittatore Than Shwe.
Birmania:
Il potere dei versi

"Gli scrittori birmani non s'arrendono alle leggi repressive della giunta e cercano di sfuggire alla censura ricorrendo a vecchi trucchi e all'aiuto delle nuove tecnologie", scrive il mensile The Irrawaddy.Il giornale racconta che il famoso poeta Saw Wai è stato arrestato recentemente per aver nascosto tra alcuni versi una critica al regime: "A gennaio Saw Wai ha pubblicato una poesia intitolata 14 febbraio, un innocente componimento su San Valentino. Leggendo verticalmente la prima lettera di ogni verso veniva fuori la frase ‘il potere folle del generale Than Shwe'. Le autorità hanno scoperto il gioco dell'autore e Saw Wai è finito in prigione".Dopo la rivolta del settembre del 2007 guidata dai monaci buddisti, la censura del regime di Than Shwe si è inasprita: "A gennaio il governo ha aumentato senza preavviso l'abbonamento alla tv satellitare da 5 a 780 dollari, rendendo l'informazione proveniente dall'estero ancora più inaccessibile. Per reagire a questo isolamento mediatico, i birmani hanno cominciato a svolgere un ruolo attivo nell'informazione". Grazie ai blog, ai telefoni cellulari e alle macchine fotografiche riescono a testimoniare quello che succede nel paese, comunicando tra loro e con il resto del mondo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

credo che la cultura sia libertà e se i nuovi media consentono certi miracoli ben vengano!
Maria Rosa